Società Italiana per lo Studio dell'Emostasi e della Trombosi

        

Due giornate di confronto, approfondimento e formazione a Salerno, il 5 e 6 giugno, hanno sottolineato la complessità della gestione delle malattie emorragiche e trombotiche, con le loro implicazioni multidisciplinari, e il ruolo degli esperti e dei Centri specialistici di Emostasi e Trombosi, nella difficile realtà dell’organizzazione sanitaria italiana, in particolare in una Regione in grande affanno come la Campania.
L’evento, promosso dai Centri FCSA di Avellino, Battipaglia, Castellammare di Stabia, Napoli Pausilipon, Nocera Inferiore-Pagani e Salerno e dal Centro di Riferimento Regionale per le Emocoagulopatie dell’AOU Federico II di Napoli, ha presentato l’attuale situazione dei Centri campani, per lo più privi di un riconoscimento istituzionale e attivi da decenni grazie all’impegno volontaristico di pochi medici e biologi, che hanno maturato un’eccellenza nel settore ma che rischia di perdersi in mancanza di risorse specifiche (anche umane), nelle logiche dei tagli lineari e della centralizzazione dei servizi per le misure di rientro della spesa sanitaria.


L’incontro di Salerno si è sviluppato nell’ambito di un percorso che i Centri promotori hanno intrapreso da tempo per la definizione di approcci diagnostici e terapeutici condivisi e di raccolta dati in registri osservazionali che qualifichi ulteriormente le loro attività. Questo impegno comune si è tradotto in un Progetto presentato di recente in Regione per l’attivazione di una rete di Centri Emostasi e Trombosi, formalmente riconosciuti e con attività strutturate per la gestione in elezione e in emergenza (aspetto al momento di grande criticità in Campania) della diagnostica e del trattamento delle malattie emorragiche e trombotiche, mirate alla tempestività ed appropriatezza degli interventi che hanno importanti ripercussioni sugli esiti clinici e sulla spesa sanitaria. A sostegno di questo impegno e del Progetto, l’evento di Salerno ha ribadito il messaggio univoco delle Società Scientifiche, SISET, FCSA e AICE, sul ruolo dell’esperto di emostasi e trombosi, autorevolmente riproposto dagli interventi di Anna Falanga e Francesco Marongiu. Interessanti spunti sono venuti dalle esperienze in altre regioni, presentate da Gualtiero Palareti, Sophie Testa e Claudio Molinari, tra acquisizioni e problemi aperti: dai tavoli tecnici dell’Emilia Romagna, alla Rete dei Centri attivata di recente in Lombardia e al recepimento dell’Accordo Stato-Regioni sulle malattie emorragiche congenite in Liguria. E non poteva mancare la voce di chi vive in prima persona l’impatto delle scelte cliniche e di politica sanitaria, le Associazioni regionali dei pazienti anticoagulati (AIPA) e degli emofilici (ARCE), a supporto di un Progetto che possa garantire una gestione specialistica qualificata ed omogenea in tutto il territorio regionale.



Nella foto: il gruppo dei promotori dell’evento e della Rete Campana dei Centri Emostasi e Trombosi. Da sinistra: Giuseppe Rescigno, Anna Maria Cerbone, Nanda Imbimbo, Marcello Spina, Massimo Frigino, Alessia Filosa, Gaetano Pinto, Mena Capasso, Marisa Lupone; al centro: Simona Pezzella, Antonio Ciampa


 

GLI AMICI DELLA SISET