LINEE GUIDA SULLA TERAPIA ANTITROMBOTICA
NELLA FIBRILLAZIONE ATRIALE
Coordinatore F. Violi.
Stesura 2001
Fibrillazione atriale. Epidemiologia e fisiopatologia
Tromboembolismo nella fibrillazione atriale non-reumatica
Linee guida sulla terapia antitrombotica nella fibrillazione
atriale: cosa pensa la Società Italiana Studio Emostasi e Trombosi
Fibrillazione atriale.
Epidemiologia e fisiopatologia
Luigi Iuliano, Fausta Micheletta
Dipartimento di Medicina Interna, Università “La Sapienza”, Roma
Definizione
La fibrillazione atriale (FA) è un’aritmia sopraventricolare caratterizzata
dalla perdita da parte degli atrii di ogni attività elettrica organizzata; da
un punto di vista elettrofisiologico la FA è caratterizzata dall’assenza di
una depolarizzazione coordinata del miocardio atriale dovuta alla
presenza di onde di depolarizzazione multiple e migranti che
attraversano in maniera caotica la superficie degli atrii.1 Ne risulta la
scomparsa del ritmo sinusale che viene sostituito da una attività elettrica
anomala che causa movimenti vermicolari, emodinamicamente
inefficaci, delle pareti atriali.
La FA dà luogo a tre importanti conseguenze:
1) l’inefficace contrazione dell’atrio con perdita del contributo atriale al
riempimento ventricolare, che risulta particolarmente grave in presenza
di una ridotta compliance del ventricolo sinistro;
2) l’irregolare stimolazione del nodo atrio-ventricolare con conseguente
risposta ventricolare rapida ed irregolare.
3) la possibile formazione di trombi in atrio con possibilità di
embolizzazione.
Epidemiologia
La fibrillazione atriale rappresenta nella pratica clinica la più comune
forma di aritmia cardiaca sostenuta; è stato infatti stimato che circa 2,2
milioni di americani ne sono affetti.2 La sua prevalenza nella
popolazione è direttamente correlata all’età potendo variare dallo 0,5%
nella fascia di età tra 50 e 59 anni fino al 10% circa nei soggetti di età >
80 anni.3 Anche l’incidenza aumenta marcatamente con l’aumentare
dell’età raddoppiando per ciascuna decade di età a partire dai 50 anni.3
L’età media dei pazienti è di 75 anni. Gli uomini hanno un rischio di
sviluppare FA di circa 1,5 volte superiore alle donne, anche dopo