Società Italiana per lo Studio dell'Emostasi e della Trombosi

        

Le morti dei pazienti di Piombino sono una brutta pagina della storia recente, speriamo che questa sproni gli amministratori a cambiare le cose.
Secondo quanto riportato dai giornali dei giorni scorsi ci è voluto del tempo e anche numerose morti, prima di capire quale fosse la causa, e cioè che si trattava della presenza di eparina in concentrazioni molto alte nel sangue e senza indicazioni terapeutiche. La diagnosi di presenza di eparina in un campione di sangue non è difficile, basta sapere quali test di laboratorio fare e come interpretarli.
Proprio questo grave limite dell’attività sanitaria deve essere sottolineato: sono evidenti in questo caso gravi problemi circa la conoscenza e pratica clinica e di laboratorio dell’anticoagulante eparina, la sua diagnosi, l’uso dell’antidoto, ecc..
Negli ultimi anni, molti amministratori della Sanità pubblica, Direttori Generali di aziende territoriali e ospedaliere hanno fatto di tutto per chiudere Laboratori specialistici di Coagulazione, chiudere Centri Emostasi e Trombosi, chiudere Centri per il controllo delle terapie anticoagulanti, ostacolare ed emarginare i singoli professionisti che si erano dedicati a questa materia. Mascherata da necessità di risparmio è invece passata una “ristrutturazione” basata sulla non-conoscenza – si dovrebbe letteralmente parlare di ignoranza - di quanto siano rilevanti la coagulazione e le sue alterazioni in tutti i settori della medicina clinica, quanto siano necessari esperti clinici e di laboratorio in questa materia, quanto siano importanti Centri di riferimento per garantire l’efficacia e la sicurezza delle terapie anticoagulanti e antitrombotiche, terapie che sono assunte giornalmente da parecchie centinaia di migliaia di cittadini.
Molto spesso le conoscenze e l’esperienza specifica di professionisti esperti in un campo di così largo impatto clinico non sono state considerate come valori e ricchezza da coltivare, ma solo un peso e un costo e le loro attività, ammesso che gli amministratori le ritenessero necessarie, semplicemente eseguibili da altri.
Vorremmo sperare in un reale cambiamento di rotta da parte dei responsabili organizzativi della Sanità. Non è possibile pensare e agire come se tutti i medici di famiglia fossero esperti in terapie anticoagulanti e che basti semplicemente pagarli un po’ di più per questo lavoro; che tutti i cardiologi e gli internisti, i chirurghi e gli anestesisti, gli ortopedici e gli oculisti, ecc. sappiano cosa fare per prevenire e trattare tutti i problemi di coagulazione e trombosi. Devono smettere di dare per scontato che in tutti i laboratori centralizzati, oggi vere e proprie industrie e catene di produzione, ci siano le necessarie competenze sui molteplici e complessi test coagulativi e sulla loro interpretazione. Certamente alcuni di questi professionisti e alcuni laboratori sono competenti in questa materia; ma non tutti, e non per “diritto” di categoria.
Vogliamo quindi sperare che finalmente si capisca l’importanza di costruire negli ospedali e sul territorio una rete ben disegnata, ben funzionante e identificata ufficialmente di Centri e di personale esperto, che affronti e sia punto di riferimento per problemi specialistici in tema di coagulazione e trombosi, e di uso dei farmaci anticoagulanti e antitrombotici.

Commenti   

#3 alberto g. 2016-06-30 10:15
SALVE sono un medico del c. trasfusionale nell'ospedale santa corona di Pietra ligure volevo solo segnalare come la politica nella ASL 2 savona sia attualmente quella di chiuere centri TAO. Io da anni propongo nell'ospedale santa corona di Pietra ligure l'apertura di un servizio consulenze e ambulatorio per le malattie trombotiche ed emorragiche...ma mi hanno sempre risposto picche. Ora nel presidio ospedaliero di albenga sembra vogliano chiudere un centro già in precedenza accreditato FCSA.
Al momento la situazione è in divenire per il commissariamento. La speranza è che il futuro nuovo DG possa rivalutare le cose.
2 colleghe del laboratosio analisi del santa corona sono pronte a sostenermi..è frustrante comunque la situazione.
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#2 Giovanni Introcaso 2016-06-16 11:16
Sono d'accordo con le cose dette dal dr. Palareti. Aggiungo, in questo momento di cambiamenti (vedi nuovi anticoagulanti) per salvaguardare la nostra professione è importante più che mai chiarezza e onestà. Dobbiamo continuare a valorizzare il settore Emocoagulazione, tutti e in particolare i più esperti. Vediamo oggi quanto stiamo facendo per migliorare per esempio la qualità del dato clinico tramite l'implementazione della preanalitca e post analitica. Facciamo in modo che il laboratorio sia sempre più utile facendo vedere le cose che facciamo e cercando nuove applicazioni.
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#1 Domenico Prisco 2016-06-05 14:46
Non trovo commenti a questa importante lettera di Gualtiero. Forse perché i soci frequentano poco il Forum o forse perché non si può che esprimere consenso e condivisione per quanto scrive? La situazione è quella che è e il processo sembra irreversibile. Resta appunto solo la speranza
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